IL VENTO DI ATENE (L’editoriale di Malacqua)

Lunedì 16 febbraio, si è svolta a Bologna un’assemblea pubblica, organizzata da Ross@, che aveva per oggetto la discussione della situazione greca post elettorale e le ripercussioni a livello europeo di ciò che sta accadendo. Erano presenti rappresentanti di partiti e associazioni tra i quali la Rete dei Comunisti e il Partito Comunista dei Lavoratori. In sala attivisti e cittadini, hanno partecipato al dibattito aperto dall’analisi di Giorgio Cremaschi, tra i fondatori del movimento politico Ross@.

Le questioni sul tavolo erano sostanzialmente due: quale strada potrà praticare la Grecia per attuare il programma di riforme sociali ed economiche grazie al quale Tsipras ha vinto le elezioni; e di conseguenza, quali scenari si apriranno negli altri Paesi europei stretti dalla morsa dell’austerity imposta dalla Troika.

Il governo greco in questi giorni, sta ripetutamente chiedendo alla Ue una proroga di sei mesi per rispettare le scadenze economiche imposte e accettate dal precedente governo greco. Ciò permetterebbe ad Atene di avere un po’ di respiro a livello finanziario e di avviare una stabilizzazione bancaria necessaria. Come sappiamo le istituzioni europee non hanno intenzione di cedere, anche se è di queste ore, la notizia della convocazione di un Eurogruppo per dare alla Grecia risposte definitive. Il governo ellenico non ha chiesto la luna. Le richieste sono più che accettabili dal punto di vista strettamente economico. Cremaschi ha sottolineato che il debito greco non manderebbe in bancarotta gli Stati europei; la questione è trascurabile e non attinente al problema reale. Il nodo importante sono le riforme in campo lavorativo e sociale che Tsipras vorrebbe attuare; riforme non radicali nel senso stretto del termine, ma certamente “rivoluzionarie” per l’impostazione generale delle politiche sul lavoro dell’Unione. La Germania, seguita a ruota dagli altri stati occidentali, sta precarizzando ulteriormente il mercato del lavoro, con mini-contratti dal salario variabile di 450-500 euro al mese. Si capisce bene come divenga inaccettabile il programma greco che prevede un salario minimo di 750 euro. Se il modello divenisse la Grecia, il rischio altissimo è quello che altri Paesi vengano contagiati e che il sistema economico dei poteri forti venga scosso.

In tal senso Cremaschi ha parlato del fenomeno “Podemos”, giovanissimo partito spagnolo nato nel 2014 dal movimento degli Indignados, ma che si sta caratterizzando, oltre che per l’attacco ai privilegi e alla casta politica, anche per l’attenzione a nuove politiche sociali. Stessa cosa si può dire per l’irlandese Sinn Féin e il consenso che sta raccogliendo.

In parte dei Paesi cosiddetti PIIGS, dove è più forte la crisi economica, qualcosa si muove. Perchè in Italia, che pure fa parte di questi Paesi, non esiste una vera opposizione alle politiche di austerity, se non quella neo-fascista della Lega Nord o quella messa in campo dal M5S, poco attenta ai problemi sociali e del lavoro? In altre parole dov’è la sinistra?

Secondo Cremaschi, l’Italia è ormai un Paese culturalmente impoverito. Non si tratta tanto di un impoverimento di pensiero politico, quanto di pratiche autolesioniste e totalmente erronee, messe in campo in questi anni dai partiti della sinistra radicale.

Non si può far parte del governo Prodi senza pagarne le conseguenze in termini politici. Così come non si può andare in piazza per la Grecia, come è accaduto sabato scorso, e poi sostenere nelle amministrazioni locali governi presieduti dal Pd. Questa classe politica va “rottamata” (per usare un termine renziano) e occorrono forze nuove come quelle greche e spagnole: Tsipras e Podemos non si sono mai compromessi con i partiti dell’austerity.

Solo in questo modo sarà possibile riorganizzare le forze e unificare le lotte che pure ci sono, ma sono numericamente poco rilevanti e legate a questioni territoriali e locali. Solo una nuova forza di sinistra che riesca a trovare un linguaggio comune potrà trovare la via italiana per rompere la gabbia dell’Unione europea.

Marco Martucci, Pina Zechini

(Malacqua è in onda su Radio Machete, ogni giovedì alle 20.30)

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